Ti sei mai chiesto qual è la differenza fra un designer e un artista?

Se desideri comprenderlo, leggi l’articolo che segue e lo capirai.

Sei pronto? Iniziamo.

Nel corso dei miei anni scolastici ho realizzato che esiste una certa confusione tra artista e designer.

Più volte ho assistito a dibattiti tra la mia prof di grafica e noi studenti sull’argomento: la discussione era volta a farci comprendere le varie sfaccettature che differenziano un designer e un artista.

Ho notato che tale distinzione non è chiara anche in chi si accinge ad intraprendere un percorso scolastico di grafica.

Alcuni ragazzi si riconoscono in una di queste due figure, senza in realtà conoscere le competenze che le differenziano.

Ho approfondito questo argomento con letture e, insieme a quanto appreso grazie alla mia insegnante, cercherò di darti una chiara e semplice spiegazione.

Se ho suscitato la tua curiosità e vuoi conoscere meglio questo tema ti consiglio la lettura del libroArtista e designer” di Bruno Munari.

A questo punto esaminiamo le differenze.

Milton Glaser è un designer e illustratore nato a New York il 6 giugno 1929.
Vincent van Gogh è stato un pittore olandese nato il 30 marzo del 1853.

Diverse cose accomunano questi due personaggi, ma molte sono anche le differenze.

Ogni progetto al quale si dedicano, riflette la loro personalità e fa emergere il loro carattere.

Siamo in un ufficio di New York, un gruppo di persone insieme a Milton Glaser sta progettando il futuro marchio che andrà a rappresentare l’identità e il senso di appartenenza alla città di New York.

Le persone sono sedute attorno ad un tavolo e si chiedono: “Come riuscire a creare questo legame tra la città e i cittadini? Come riscattare la città in un’epoca di forte declino?”

150 anni prima immaginiamo invece Van Gogh affacciato alla finestra mentre sta dipingendo “Notte stellata”, con questo paesaggio vuole manifestare la sua personalità tormentata, il cipresso è l’allegoria di una pace ricercata.

Il modo in cui ha posto i colori sulla tela fa emergere le sue emozioni e, solamente dopo uno studio approfondito e aver compreso la sua storia, si può guardare il quadro con occhi diversi.

Attraverso la sua opera l’artista racconta se stesso adottando un tratto che lo caratterizza.

Van Gogh Notte Stellata

Il designer adattando le sue conoscenze riesce a trovare soluzioni e a trasmetterle in modo efficace.

Ritengo non basti  possedere le conoscenze ma credo che la curiosità sia uno di quegli stimoli che può portare una persona a un gradino superiore.

Per chi lavorano?

Durante il corso della sua vita quasi nessuno comprese Van Gogh. Solo il fratello, persona a lui più vicina, riusciva a capire e interpretare il significato dei suoi quadri.

Le opere d’arte nel ‘700 erano l’interesse dell’élite di collezionisti e nobili, ma erano anche oggetto di discussione nei salotti e circoli.

Ai giorni nostri le persone apprezzano Vincent Van Gogh per il suo contributo alla nostra cultura, ma possiamo ribadire che i principali acquirenti e esperti d’arte restano un’élite.

Milton Glaser, come designer, solitamente riceve incarichi da società e aziende che commissionano un incarico per la soluzione di un problema e mettono a disposizione un budget.

I loro valori

Milton Glaser e il suo team, prima di iniziare a progettare, strutturano e scompongono il problema in più parti.

Ti lascio uno schema di come Bruno Munari propone la scomposizione di un problema – trovi un approfondimento su questo metodo progettuale nel libro “Da cosa nasce cosa” –


Risoluzione problema Bruno Munari

 

Il team mette in atto tutti quei processi creativi e tecniche per racchiudere concetti difficili da esprimere e utilizza simboli per dar loro una forma.

Tutti i progettisti non seguono i propri valori soggettivi, cioè punti di vista personali: ad esempio, quando lavorarono per disegnare il logo di New York, intervistarono, ascoltarono e osservarono pareri e opinioni della popolazione newyorkese.

Questa metodologia e scelta progettuale si può applicare anche durante la progettazione di oggetti. Si auspica che tale scelta e studio porti un esito positivo da parte del consumatore

Al contrario Van Gogh, seguendo il suo estro, non riusciva a comunicare con artisti e acquirenti, ma attribuiva un’importanza maggiore alle proprie emozioni e interessi.

Van Gogh, nonostante i suoi problemi personali ed economici, continuava a dipingere e a seguire la sua “passione”, invece il lavoro di Stefan prevede l’uso delle proprie conoscenze per migliorare la qualità e fruibilità dei messaggi trasmessi, quindi si trova a sostenere una certa responsabilità in quanto giudicato.

 

Importanza del nome

Stai visitando il museo di arte moderna di New York e ti trovi di fronte a Notte stellata, non sai chi è l’autore e, come è capitato ad ognuno di noi, il tuo occhio scorre fino all’angolo in basso a destra alla ricerca della firma dell’artista, associando a ciò che già sai.

I love New YorkParlando di Milton Glaser può essere sorprendente scoprire che è lui ad aver realizzato questo celebre marchio che da sempre caratterizza la città.

Il designer infatti non appone la sua firma ai propri lavori.

 

L’impegno di Van Gogh era di migliorarsi costantemente terminata la sua opera non si preoccupava di essere stato capito, a lui bastava esprimere ciò che sentiva.

Quindi l’artista lavora per se stesso e per poche persone interessate.

Espressione dell’artista e metodo lavorativo

Le differenze tra artista e designer determinano la loro espressione chiamata arte pura e arte applicata

L’espressione dell’artista sulla tela è chiamata arte pura.

Mentre Milton lavora per un pubblico ben definito, i suoi elaborati devono quindi essere compresi e capiti senza lasciare nel dubbio le persone.

Dunque possiamo definire il modo di lavorare del designer come arte applicata: tutte le conoscenze e esperienze vengono applicate durante la progettazione per ottenere il miglior risultato.

 Aspetto economico

Un artista crea e inventa per se stesso o per gli altri, per la gloria o per lasciare un segno distintivo molto personale, ma ignorando un reale e concreto ritorno economico.

Un designer lo fa invece anche per ottenere un guadagno, a meno che non si tratti di un designer con indole prettamente artistica, allora a quel punto il confine tra farlo per “lavoro” o per “la gloria” è molto sottile.

Conclusioni

Arnold Hauser scrittore, filosofo e storico dell’arte, concepì una teoria secondo la quale i fenomeni artistici sono analizzati in relazione al contesto storico e sociale.

Una citazione che mi ha colpito e applicabile a quanto detto è la seguente:

“Non si può adeguare l’arte alle ristrettezze mentali delle masse odierne ma questa può avere la funzione di allargare per quanto è possibile, il loro orizzonte.”

L’artista e il designer sono alla ricerca di modi per espandere i propri orizzonti ma la progettazione cambia in base al proprio obiettivo o target.

Se hai trovato interessante l’articolo ti chiedo di ricambiare lo sforzo che ho impiegato nello scriverlo. Ti basta un semplice click, a te la scelta: +1 o share? 🙂

A presto 🙂

Matteo

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